Avannotterie, schiuditoi, impianti di troticoltura e allevamenti in vasca sono luoghi di lavoro a terra con rischi in parte diversi da quelli del mare. Bordi delle vasche e canali non protetti espongono a cadute in acqua e annegamento anche in pochi metri di profondità, soprattutto per chi lavora da solo all'alba. Pavimenti sempre bagnati, pompe, aeratori e quadri elettrici in ambiente umido richiedono impianti adeguati e protezioni differenziali efficienti, con verifiche periodiche dell'impianto di terra.
Molti impianti usano ossigeno liquido o gassoso per mantenere i livelli necessari ai pesci: l'arricchimento di ossigeno degli indumenti e dei locali aumenta in modo drastico l'infiammabilità dei materiali, e una scintilla o una sigaretta possono provocare ustioni gravissime. Al contrario, vasche coperte, pozzetti e locali filtri possono avere atmosfere povere di ossigeno o ricche di gas e vanno trattati come ambienti sospetti di inquinamento. Per la disinfezione e i trattamenti si usano sostanze come ipoclorito, perossido di idrogeno, formaldeide, ozono e anestetici per pesci, da gestire con le regole del rischio chimico.
Il rischio biologico comprende le zoonosi legate al contatto con pesci e acqua, come le infezioni da micobatteri acquatici e da vibrioni, e la leptospirosi in presenza di roditori. Anche negli impianti a terra il lavoro isolato è frequente: il RSPP valuta sistemi di allarme per lavoratore solo, salvagenti e aste di recupero lungo le vasche, procedure per l'ingresso nei locali chiusi.