Agricoltura e pesca – Schede pratiche · 5/30

Raccolta del pomodoro sotto il sole di luglio

Un'azienda orticola del sud impiega quaranta braccianti nella raccolta manuale del pomodoro da industria. A metà luglio le temperature superano i trentacinque gradi già a fine mattinata e un lavoratore si accascia tra i filari con sintomi di colpo di calore. I soccorsi arrivano dopo quaranta minuti per la difficoltà di indicare la posizione esatta del campo.

Il rischio da stress termico rientra a pieno titolo nella valutazione richiesta dall'art. 28 del D.Lgs. 81/08, che riguarda tutti i rischi e include il microclima. Molte Regioni, nei periodi critici, emanano provvedimenti che limitano il lavoro all'aperto nelle ore più calde, e le indicazioni operative di INAIL suggeriscono di usare gli indici di calore per pianificare le attività. Il primo soccorso segue l'art. 45 e il DM 388/2003, che per le aziende agricole impone attenzione specifica ai luoghi isolati e ai mezzi di comunicazione.

L'RSPP ridisegna l'orario anticipando l'inizio all'alba e sospendendo la raccolta nelle ore centrali, introduce pause programmate all'ombra con tende mobili, punti acqua fresca a ogni testata e rotazione delle mansioni più pesanti. Il datore di lavoro dota i caposquadra di telefoni con coordinate dei campi già salvate e di una cassetta di pronto soccorso con sali minerali e teli refrigeranti. I preposti osservano i segnali di malessere e possono fermare singoli lavoratori senza attendere autorizzazioni.

Se il bollettino annuncia un'ondata di calore, chi decide di fermare la raccolta e in base a quali criteri oggettivi?