Agricoltura e pesca – Schede pratiche · 6/30

Calcio di una vacca durante la fecondazione in stalla

Un allevamento di bovine da latte con duecento capi impiega sette addetti. Durante le operazioni di fecondazione e di controllo veterinario gli animali vengono bloccati nelle rastrelliere autocatturanti, ma una mattina un addetto entra nel corridoio di una bovina agitata senza attendere il blocco e riceve un calcio al ginocchio. Il titolare ammette che nessuno aveva mai scritto una procedura per l'approccio agli animali.

Il rischio da animali di grande taglia è spesso sottovalutato nel documento di valutazione, ma l'art. 28 del D.Lgs. 81/08 lo include. Gli spazi di fuga, le strutture di contenimento e i percorsi separati tra persone e animali sono misure tecniche che l'art. 15 colloca prima della semplice cautela individuale. In allevamento si aggiunge l'esposizione ad agenti biologici con possibili zoonosi, che il Titolo X chiede di valutare insieme al rischio infortunistico durante parti, fecondazioni e manipolazione di placente.

L'RSPP studia con gli allevatori il flusso degli animali, fa installare un cancello di contenimento con accesso laterale per l'operatore e definisce regole semplici: mai entrare in un box senza via d'uscita, mai lavorare da soli con tori o vacche appena partorite. Il datore di lavoro fornisce scarpe con puntale, guanti lunghi monouso e grembiuli impermeabili, e attiva la sorveglianza sanitaria tramite il medico competente. Il capostalla, come preposto, verifica che la procedura sia rispettata anche nel fine settimana.

In che modo l'esperienza dell'allevatore può diventare parte della valutazione dei rischi invece di restare sapere non scritto?