Un'impresa di trasformazione del prodotto ittico con trentacinque addetti, in prevalenza donne, sfiletta e porziona pesce fresco su banchi in acciaio a una temperatura ambiente di circa dieci gradi. Le operatrici usano coltelli affilati per gran parte del turno, con movimenti rapidi e ripetuti. In un mese si registrano tre tagli profondi alle dita e diverse segnalazioni di dolore al polso.
Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 e le norme tecniche richiamate consentono di valutare il sovraccarico degli arti superiori dovuto a ripetitività e forza. Il rischio di taglio richiede l'adozione di guanti di protezione conformi al Regolamento europeo sui DPI, scelti in base al tipo di lama e alla destrezza necessaria. L'ambiente freddo e umido peggiora la sensibilità delle mani e aumenta la probabilità di errore. L'art. 15 indica di adattare il lavoro all'uomo, attenuando il lavoro monotono e ripetitivo.
L'RSPP propone guanti in maglia metallica per la mano che tiene il pesce e guanti sottili sottostanti per l'isolamento termico, un sistema centralizzato di affilatura per evitare lame consumate che richiedono più forza e banchi regolabili in altezza. Introduce la rotazione tra filettatura, confezionamento e controllo qualità e pause brevi ma frequenti. Il datore di lavoro attiva la sorveglianza sanitaria e il medico competente valuta i casi sintomatici. La capo reparto registra ogni piccolo taglio come quasi infortunio da analizzare.
Quale valore attribuireste alla raccolta sistematica dei piccoli tagli che non arrivano mai al pronto soccorso?