Un'impresa di pesca con due motopescherecci e undici marittimi pratica la pesca notturna con turni che, nelle settimane di buon pescato, si allungano fino a quasi venti ore consecutive. Il comandante di uno dei due battelli segnala che un giovane marinaio si è addormentato durante la guardia e che a bordo circolano spesso birre durante il lavoro.
La fatica e il consumo di alcol sono fattori che amplificano tutti gli altri rischi di bordo. La normativa sull'orario di lavoro dei marittimi fissa limiti e riposi minimi, e la valutazione dei rischi deve considerare l'organizzazione dei turni. Il D.Lgs. 81/08 vieta all'art. 20 al lavoratore di assumere comportamenti che possano compromettere la sicurezza propria e altrui, mentre l'art. 41 prevede che, per le mansioni individuate dalla normativa, la sorveglianza sanitaria comprenda verifiche di assenza di condizioni di alcol dipendenza e assunzione di sostanze. La conduzione di mezzi e la navigazione sono contesti in cui l'alcol è particolarmente pericoloso.
L'armatore, con il supporto del consulente, introduce un piano di turni che garantisce periodi di riposo effettivi e vieta l'alcol a bordo durante le operazioni. Organizza un incontro informativo con il medico competente sugli effetti combinati di sonno e alcol. I comandanti, in qualità di preposti, possono sospendere dal lavoro un marittimo non in condizione di operare in sicurezza. Il documento di valutazione viene aggiornato con la gestione della fatica.
Come affrontereste il tema dell'alcol in un equipaggio dove è considerato parte della tradizione di bordo?