Su un peschereccio con sette uomini si sviluppa un principio d'incendio nel locale motore, causato da gasolio colato su un collettore di scarico. Il motorista dà l'allarme, ma il primo estintore preso è scarico e il secondo si trova lontano. Le fiamme vengono spente, ma il fumo invade il ponte e un marinaio deve essere assistito per intossicazione.
La prevenzione e la lotta antincendio a bordo seguono la normativa marittima, che fissa dotazioni e controlli periodici, ma il principio di base coincide con quello degli artt. 43 e 46 del D.Lgs. 81/08: valutare il rischio, predisporre mezzi efficienti, designare e formare chi deve intervenire e provare le procedure. Una perdita di carburante su superfici calde è una delle cause più tipiche, e la manutenzione delle tubazioni e degli schermi termici fa parte della prevenzione. Anche la posizione dei mezzi di estinzione deve essere riconoscibile con poca luce e in presenza di fumo.
L'armatore, con il consulente, fa revisionare tutti gli estintori, li ricolloca vicino ai punti critici e predispone un elenco di controlli mensili firmati dal motorista. Viene riparata la tubazione e applicata una protezione isolante sul collettore. Il comandante riscrive il ruolo d'incendio indicando chi chiude le alimentazioni, chi usa l'estintore, chi prepara i mezzi di salvataggio e chi chiama la guardia costiera, e organizza un'esercitazione mensile con il motore acceso e fumo simulato.
Che cosa insegna questo episodio sul valore di un controllo periodico che sembra banale?