Costruzioni e cave – Schede pratiche · 4/50

Trincea per la fognatura: armature e terreno instabile

Un'impresa di opere stradali con trenta addetti posa una nuova condotta fognaria lungo una via comunale. La trincea raggiunge i due metri e mezzo di profondità in terreno sabbioso, con falda superficiale. Per guadagnare tempo il capocantiere decide di non usare i pannelli blindati, contando su pareti scavate quasi verticali e senza alcun gradone, e fa scendere due operai per allineare i tubi mentre l'escavatore deposita lo smarino sul ciglio.

Gli articoli 118 e 119 del D.Lgs. 81/08 sono espliciti: negli scavi profondi oltre un metro e mezzo, quando la consistenza del terreno non dà sufficiente garanzia di stabilità, si provvede all'applicazione di armature di sostegno man mano che procede lo scavo; inoltre è vietato depositare materiali presso il ciglio, salvo opere di rinforzo. A ciò si aggiungono la presenza di acqua, che riduce la coesione, e le vibrazioni del traffico, che accelerano il collasso delle pareti.

L'ASPP dell'impresa, durante il sopralluogo, documenta la situazione con fotografie e chiede l'interruzione immediata dei lavori nella trincea. Il datore di lavoro fa intervenire i pannelli blindati e un sistema di aggottamento, mentre il preposto riorganizza la sequenza: prima l'armatura, poi l'accesso con scala vincolata, infine la posa. Il POS viene integrato con la descrizione del metodo di scavo, la distanza minima per lo smarino e i controlli da fare dopo ogni pioggia.

Come spieghereste a un capocantiere esperto che la sua sicurezza basata sull'occhio non basta più?