Costruzioni e cave – Schede pratiche · 8/50

Sorveglianti di cava e catena di comando sul fronte di coltivazione

In una cava di calcare per inerti con trenta addetti, il direttore responsabile passa gran parte della settimana in ufficio commerciale. Sul piazzale le decisioni operative vengono prese a voce dai conducenti più anziani, mentre il ruolo di sorvegliante è assegnato sulla carta a un dipendente assunto da pochi mesi, che non ha mai ricevuto istruzioni sui compiti e non sa nemmeno di poter fermare una lavorazione.

La normativa di polizia mineraria richiede che l'esercente nomini un direttore responsabile dotato di capacità e competenza, e che le attività siano seguite da sorveglianti designati, con compiti precisi di controllo sul rispetto delle norme. Nel linguaggio del D.Lgs. 81/08 questi soggetti ricoprono posizioni affini a quelle di dirigente e preposto, con gli obblighi degli articoli 18 e 19. Un sorvegliante nominato ma non formato né messo in grado di agire è un'anomalia organizzativa che lascia scoperta la vigilanza quotidiana.

L'RSPP propone all'esercente una mappa delle responsabilità con nomi, deleghe scritte e mansionari. Il sorvegliante segue la formazione da preposto prevista dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 e un affiancamento sul campo al direttore. Le deleghe indicano anche i poteri di spesa e di intervento necessari. Viene introdotto un breve registro giornaliero delle verifiche su fronti, piste e mezzi, firmato dal sorvegliante e controllato dal direttore a fine settimana.

Come si costruisce l'autorevolezza di un sorvegliante giovane davanti a cavatori con trent'anni di mestiere?