In un laboratorio annesso a una cava, otto addetti rifiniscono blocchi e lastre di marmo con smerigliatrici angolari, scalpelli pneumatici e lucidatrici manuali. Il taglio principale avviene con il filo diamantato, ma la riquadratura e la finitura restano manuali per molte ore al giorno. Due lavoratori riferiscono formicolii e dita che diventano bianche quando fa freddo.
Il Capo III del Titolo VIII, articoli da 199 a 205, riguarda le vibrazioni meccaniche. L'articolo 201 fissa per il sistema mano-braccio un valore d'azione giornaliero di 2,5 metri al secondo quadrato e un valore limite di 5, riferiti a otto ore. L'articolo 202 chiede di valutare l'esposizione considerando anche le condizioni di lavoro, come il freddo e l'umidità, che aggravano i disturbi vascolari. I sintomi descritti sono compatibili con la sindrome da vibrazioni e meritano un approfondimento sanitario.
L'RSPP raccoglie i dati di emissione degli utensili, stima i tempi effettivi di impugnatura e calcola l'esposizione giornaliera. Il datore di lavoro sostituisce gli scalpelli più vecchi con modelli smorzati, introduce supporti che reggono il peso dell'utensile e alterna le mansioni tra finitura e movimentazione. Vengono forniti guanti adatti a mantenere le mani calde e asciutte. Il medico competente rivaluta i due lavoratori sintomatici e programma visite mirate per tutto il gruppo.
Perché i guanti cosiddetti antivibranti non possono essere considerati la soluzione principale?