Costruzioni e cave – Schede pratiche · 16/50

Pozzetto fognario e ambiente confinato durante un allaccio

Una ditta di impianti idraulici con nove dipendenti deve eseguire un allaccio alla rete fognaria in un nuovo quartiere residenziale. L'intervento richiede di scendere in un pozzetto profondo tre metri, con apertura stretta e ventilazione naturale scarsa. Il titolare manda un operaio da solo, con una scala e una torcia, mentre il collega resta sul furgone.

Il D.P.R. 177/2011 regola la qualificazione delle imprese che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Tra i requisiti ci sono la presenza di personale con esperienza almeno triennale in misura non inferiore al trenta per cento, la formazione specifica, i DPI e le attrezzature di soccorso adeguate. Gli articoli 66 e 121 del D.Lgs. 81/08 vietano l'accesso ad ambienti con possibile presenza di gas o vapori tossici senza preventive misure. In un pozzetto fognario possono accumularsi idrogeno solforato e carenza di ossigeno.

L'RSPP esterno della ditta interviene dopo la segnalazione dell'operaio stesso. Si stabilisce una procedura scritta: misurazione dell'atmosfera con rilevatore multigas prima e durante l'ingresso, ventilazione forzata, imbracatura collegata a treppiede con recuperatore, sorvegliante sempre presente all'esterno con mezzi di comunicazione. Il datore di lavoro verifica di possedere tutti i requisiti del D.P.R. 177 e organizza esercitazioni di recupero. Se il committente è un ente o un'altra impresa, va nominato un suo rappresentante che informi la ditta sui rischi.

Perché in questi ambienti il primo soccorritore improvvisato diventa spesso la seconda vittima?