Una piccola ditta di cartongessi con quattro dipendenti viene chiamata da un'impresa affidataria per un cantiere di uffici. Il titolare non ha ancora richiesto la patente a crediti, pensando che riguardi solo le grandi imprese edili, e si presenta al cancello con la documentazione cartacea di sempre.
L'articolo 27 del D.Lgs. 81/08, riscritto dal decreto legge 19 del 2024, ha introdotto dal primo ottobre 2024 la patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili, con l'esclusione di chi effettua mere forniture o prestazioni di natura intellettuale e di chi possiede l'attestazione SOA di classifica pari o superiore alla terza. Per operare servono almeno quindici crediti. Il committente o il responsabile dei lavori verifica il possesso della patente nell'ambito della verifica di idoneità, e l'affidataria deve controllare i propri subappaltatori.
Il consulente sicurezza dell'affidataria spiega al titolare che, senza patente o documentazione equivalente, la ditta non può accedere. Lo aiuta a verificare i requisiti richiesti per il rilascio, tra cui DURC, DVR, formazione obbligatoria dei lavoratori e del datore di lavoro, e a presentare domanda tramite il portale dell'Ispettorato. Nel frattempo l'affidataria aggiorna le proprie procedure di qualifica dei fornitori, inserendo la verifica della patente tra i controlli preliminari.
La patente a crediti migliora davvero la sicurezza o rischia di diventare un ulteriore adempimento burocratico?