Costruzioni e cave – Schede pratiche · 18/50

Patente a crediti: l'impresa artigiana che vuole entrare in cantiere

Una piccola ditta di cartongessi con quattro dipendenti viene chiamata da un'impresa affidataria per un cantiere di uffici. Il titolare non ha ancora richiesto la patente a crediti, pensando che riguardi solo le grandi imprese edili, e si presenta al cancello con la documentazione cartacea di sempre.

L'articolo 27 del D.Lgs. 81/08, riscritto dal decreto legge 19 del 2024, ha introdotto dal primo ottobre 2024 la patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili, con l'esclusione di chi effettua mere forniture o prestazioni di natura intellettuale e di chi possiede l'attestazione SOA di classifica pari o superiore alla terza. Per operare servono almeno quindici crediti. Il committente o il responsabile dei lavori verifica il possesso della patente nell'ambito della verifica di idoneità, e l'affidataria deve controllare i propri subappaltatori.

Il consulente sicurezza dell'affidataria spiega al titolare che, senza patente o documentazione equivalente, la ditta non può accedere. Lo aiuta a verificare i requisiti richiesti per il rilascio, tra cui DURC, DVR, formazione obbligatoria dei lavoratori e del datore di lavoro, e a presentare domanda tramite il portale dell'Ispettorato. Nel frattempo l'affidataria aggiorna le proprie procedure di qualifica dei fornitori, inserendo la verifica della patente tra i controlli preliminari.

La patente a crediti migliora davvero la sicurezza o rischia di diventare un ulteriore adempimento burocratico?