Un idraulico che lavora in proprio, senza dipendenti, viene incaricato direttamente dal proprietario di una villa in ristrutturazione. Nello stesso periodo sono presenti l'impresa edile e un elettricista con due operai. L'idraulico entra quando vuole, usa i ponteggi dell'impresa senza chiedere e non partecipa alle riunioni del coordinatore, convinto che le regole non lo riguardino.
L'articolo 94 del D.Lgs. 81/08 obbliga i lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri ad adeguarsi alle indicazioni del coordinatore per l'esecuzione. L'articolo 21 prevede che usino attrezzature conformi, DPI adeguati e che si dotino di tessera di riconoscimento in caso di appalto. Anche il lavoratore autonomo deve essere in possesso della patente a crediti, quando ne ricorrono i presupposti. L'uso di opere provvisionali altrui va concordato, perché chi ne dispone deve garantirne l'idoneità.
Il CSE convoca l'idraulico e gli consegna il PSC, chiarendo calendario, aree di lavoro e accessi. L'impresa edile, attraverso il proprio RSPP, formalizza le condizioni per l'uso del ponteggio, verificando che l'idraulico sia formato per lavorare in quota. Il committente viene informato che anche gli incarichi diretti devono transitare dal coordinatore. Il preposto dell'impresa segnala eventuali accessi fuori programma.
Come si può coinvolgere un artigiano indipendente nella cultura della sicurezza senza farlo sentire un sorvegliato speciale?