Una catena di supermercati rinnova un punto vendita di medie dimensioni lasciandolo chiuso solo dieci giorni. L'impresa affidataria subappalta i controsoffitti a una ditta che, a sua volta, affida parte del lavoro a due artigiani. Il primo giorno in cantiere lavorano sei imprese diverse, ma il coordinatore ne conosce soltanto quattro.
L'articolo 97 attribuisce all'impresa affidataria il coordinamento degli interventi delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, la verifica della congruenza dei POS e il trasferimento degli oneri della sicurezza. Il suo datore di lavoro, i dirigenti e i preposti devono avere una formazione adeguata a questi compiti. Ogni subaffidamento non comunicato rompe la catena delle informazioni: chi lavora non conosce il PSC, il coordinatore non ha verificato idoneità e POS, e il committente perde il controllo di chi entra.
Il CSE sospende l'accesso delle due ditte non dichiarate fino alla presentazione dei documenti. L'RSPP dell'affidataria introduce un registro giornaliero degli ingressi con elenco nominativo e verifica delle tessere di riconoscimento, queste ultime previste dall'articolo 26, comma 8, per i lavoratori di imprese in appalto. Il datore di lavoro dell'affidataria inserisce nei contratti di subappalto il divieto di ulteriori subaffidamenti non autorizzati. I preposti controllano a campione le tessere durante la giornata.
Che cosa rende così difficile, nei cantieri brevi e veloci, mantenere il controllo della catena degli appalti?