Un'impresa di scavi lavora alla posa di un acquedotto per conto di un consorzio di bonifica in aperta campagna. Per calare i tubi in trincea l'operatore usa l'escavatore agganciando le fasce a una catena avvolta attorno ai denti della benna. Il capocantiere lo considera normale, visto che non c'è spazio per un'autogru e i tempi di consegna sono stretti.
L'impiego dell'escavatore come apparecchio di sollevamento è possibile solo se il costruttore lo prevede e se la macchina è allestita a tal fine, con punto di aggancio dedicato, tabella delle portate, dispositivi di segnalazione del sovraccarico e valvole di blocco sui cilindri. In questo caso l'articolo 71 impone l'uso conforme alle istruzioni del fabbricante, e l'escavatore così configurato rientra tra le attrezzature soggette a verifiche periodiche dell'allegato VII. L'aggancio improvvisato ai denti espone a sganciamento e rottura.
L'RSPP dell'impresa verifica il libretto della macchina e scopre che il modello prevede un gancio integrato con valvole di blocco, mai montato. Il datore di lavoro fa installare il kit originale, aggiorna l'attrezzatura nel programma delle verifiche e fornisce all'operatore l'addestramento specifico. Fino ad allora, si noleggia un mezzo idoneo. I preposti vietano la presenza di persone sotto il carico e lungo la trincea durante il calo dei tubi.
Quanto spesso, secondo la vostra esperienza, un'attrezzatura viene usata oltre le funzioni previste dal costruttore?