Costruzioni e cave – Schede pratiche · 27/50

Bordi di solaio e parapetti provvisori in un edificio residenziale

Un'impresa edile con cinquanta addetti costruisce una palazzina di cinque piani con solai in latero-cemento. A ogni getto i parapetti provvisori sui bordi vengono smontati per consentire il passaggio dei ferri e poi rimontati solo in parte. Durante un sopralluogo il coordinatore trova due lati del terzo solaio completamente aperti, con operai che lavorano a pochi passi dal vuoto.

L'articolo 111 stabilisce la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali nei lavori in quota, e l'articolo 115 consente i sistemi di protezione individuale contro le cadute solo quando le collettive non sono attuabili. I parapetti provvisori devono rispettare le caratteristiche delle norme tecniche, come la UNI EN 13374, ed essere idonei alla classe di impatto prevista. La rimozione temporanea per esigenze operative va pianificata, con un sistema alternativo già pronto.

Il CSE chiede all'impresa di integrare il POS con la sequenza di montaggio e rimozione dei parapetti nelle diverse fasi di getto. L'RSPP propone l'uso di parapetti a morsa fissati prima del getto e di reti anticaduta di sicurezza sotto i bordi più critici. Il datore di lavoro designa un preposto responsabile del controllo dei bordi a fine giornata, con un breve registro. Quando un parapetto va rimosso, il lavoratore interessato si collega a una linea di ancoraggio provvisoria.

Che cosa spinge una squadra a lasciare aperto un bordo anche quando sa che è pericoloso?