Un'impresa con venti addetti sta ristrutturando un rifugio alpino raggiungibile solo con una pista sterrata e, nei tratti finali, a piedi. Il telefono cellulare ha copertura intermittente. La cassetta di pronto soccorso è stata acquistata in fretta e l'unico addetto al primo soccorso lavora a turni alterni, per cui alcuni giorni in quota non c'è nessuno formato.
Il D.M. 388 del 2003 classifica le aziende in gruppi e stabilisce contenuti delle cassette e formazione degli addetti. In edilizia e in situazioni isolate il datore di lavoro deve garantire il collegamento con il sistema di emergenza, come previsto dallo stesso decreto, e valutare i tempi effettivi di arrivo dei soccorsi. L'articolo 45 del D.Lgs. 81/08 chiede di prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso, tenendo conto della natura dell'attività e delle dimensioni, d'intesa con i servizi territoriali.
L'RSPP dell'impresa organizza una valutazione specifica per il cantiere isolato: formazione di almeno un addetto per turno, cassetta integrata con materiale per traumi e immobilizzazione, coperta isotermica e telefono satellitare o radio. Il datore di lavoro concorda con il servizio di emergenza territoriale un punto di atterraggio per l'elicottero e comunica le coordinate esatte. Si prepara una scheda con indicazioni per guidare i soccorritori e la si affigge in baracca.
Che cosa cambia nel ruolo dell'addetto al primo soccorso quando i soccorsi arrivano dopo un'ora invece che dopo dieci minuti?