Costruzioni e cave – Schede pratiche · 34/50

Lavoratori in distacco da un'impresa estera sul cantiere

Un'impresa italiana specializzata in facciate continue impiega per un cantiere di uffici una squadra di montatori distaccati da una società collegata con sede in un altro paese europeo. I lavoratori arrivano con attestati di formazione in lingua straniera e senza aver mai visto il PSC né il POS.

L'articolo 3, comma 6, del D.Lgs. 81/08 stabilisce che nel caso di distacco tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l'obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni. Nel distacco transnazionale si aggiunge la normativa specifica sul tema, con obblighi di comunicazione. In cantiere l'impresa che utilizza la squadra deve garantirne l'inserimento nel POS, la formazione specifica sul sito e la sorveglianza da parte di un preposto.

L'RSPP dell'impresa italiana esamina gli attestati per capire quali contenuti siano equivalenti e quali vadano integrati. Il datore di lavoro organizza un modulo di formazione sui rischi specifici del cantiere, con interprete, e verifica l'idoneità sanitaria dei lavoratori. Il CSE riceve il POS aggiornato con i nominativi e incontra la squadra per spiegare le regole di coordinamento. Il preposto assegnato parla la lingua dei montatori e diventa il punto di riferimento quotidiano.

Come si valuta l'equivalenza di una formazione ricevuta all'estero senza cadere né nella burocrazia né nella superficialità?