In una cava di marmo in galleria lavorano dieci addetti con pale, perforatrici e una tagliatrice a catena, tutte con motore diesel. L'impianto di ventilazione forzata funziona, ma uno dei ventilatori è guasto da settimane e l'aria nei cantieri più profondi risulta pesante. Alcuni lavoratori lamentano mal di testa e irritazione agli occhi.
Il D.Lgs. 624/96 dedica specifiche disposizioni alle attività estrattive sotterranee, tra cui l'aerazione, la qualità dell'aria e la sorveglianza delle condizioni ambientali. A ciò si aggiunge il fatto che i lavori comportanti esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel sono stati inseriti nell'allegato XLII del D.Lgs. 81/08, quindi soggetti alla disciplina sugli agenti cancerogeni. Un ventilatore fermo non è un semplice guasto: incide direttamente sulla tutela della salute nel cantiere.
L'RSPP chiede al direttore di sospendere le lavorazioni nei rami peggio ventilati fino alla riparazione. Il datore di lavoro programma la manutenzione dell'impianto con ricambi a magazzino e valuta il passaggio progressivo a mezzi con motori a basse emissioni e filtri antiparticolato. Si introducono misurazioni periodiche di monossido di carbonio, ossidi di azoto e particolato, e rilevatori portatili per i capisquadra. Il medico competente aggiorna il protocollo sanitario in base al nuovo quadro di esposizione.
Come si giustifica economicamente la sostituzione di un parco macchine ancora funzionante ma inquinante?