Una ditta specializzata in opere di difesa del suolo deve consolidare un versante roccioso sopra una strada provinciale. Il lavoro prevede disgaggio, perforazioni per chiodature e posa di reti metalliche, con operatori che lavorano appesi a funi su pareti ripide. La strada sottostante resta aperta con senso unico alternato, regolato da semafori mobili.
Il cantiere unisce rischi diversi: caduta dall'alto, caduta di massi su lavoratori e utenti della strada, rumore e vibrazioni delle perforatrici, polveri. L'articolo 116 regola l'accesso su fune, mentre il PSC deve disciplinare le interferenze con il traffico e l'organizzazione delle fasi, a cominciare dal disgaggio, che va eseguito prima di tutte le altre lavorazioni. Per la parte stradale si applicano le regole del decreto del 22 gennaio 2019 sulla segnaletica.
Il CSE prevede la chiusura temporanea della strada durante il disgaggio e la posa delle reti nella parte alta, con una barriera provvisoria a valle. L'RSPP della ditta organizza squadre composte da operatori su fune esperti e un addetto a terra che segue la comunicazione radio e coordina il soccorso. Il datore di lavoro sceglie perforatrici con minore emissione di vibrazioni e prevede rotazioni. I preposti verificano ogni mattina ancoraggi e funi, e controllano che nessuno lavori sulla verticale di un collega.
Come si pianifica un'attività in cui un errore a monte può colpire persone che non c'entrano nulla con il cantiere?