Un ispettore del lavoro e un tecnico dell'ASL entrano in un cantiere edile di medie dimensioni per un controllo coordinato. Trovano tre lavoratori non risultanti dalla documentazione, un ponteggio privo di parapetti su un lato e l'assenza della formazione per due addetti alle macchine movimento terra. L'impresa è un'azienda edile con trenta dipendenti.
L'articolo 14 del D.Lgs. 81/08, modificato dalla legge 215 del 2021, consente all'Ispettorato di adottare il provvedimento di sospensione dell'attività quando almeno il dieci per cento dei lavoratori risulta occupato senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto, o in caso di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza indicate nell'allegato I. Per le violazioni contestate si applica inoltre la procedura di prescrizione del D.Lgs. 758/94, con un termine per la regolarizzazione e il successivo pagamento in misura ridotta.
L'RSPP dell'impresa, chiamato dal datore di lavoro, collabora con gli ispettori fornendo documenti e chiarimenti, senza cercare giustificazioni. Il datore di lavoro regolarizza le posizioni lavorative, ripristina immediatamente i parapetti e programma la formazione mancante. Una volta rimosse le cause e pagate le somme aggiuntive, l'impresa può chiedere la revoca della sospensione. Successivamente l'RSPP avvia un audit interno su tutti i cantieri per evitare ricadute.
Come si trasforma un'ispezione negativa in un'occasione per rivedere l'intera organizzazione della sicurezza?