Durante un sopralluogo in una casa di riposo con novanta posti letto, l'RSPP nota che le porte tagliafuoco dei corridoi sono tenute aperte con cunei di legno e carrelli per facilitare il passaggio degli operatori. In un deposito al piano terra sono accatastati materassi e prodotti per l'incontinenza vicino al quadro elettrico.
Le strutture sanitarie residenziali sopra una determinata soglia di posti letto sono attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, e la regola tecnica dedicata alle strutture sanitarie fissa requisiti di compartimentazione e di esodo. Nel caso di ospiti non autosufficienti il principio cardine è l'esodo orizzontale progressivo, che funziona solo se i compartimenti restano integri. I DM del 2021 sulla prevenzione incendi e sulla gestione dell'emergenza, insieme agli artt. 43 e 46 del D.Lgs. 81/08, chiedono di mantenere efficienti i presidi e di controllare periodicamente lo stato dei luoghi.
L'RSPP propone di sostituire i cunei con elettromagneti collegati all'impianto di rilevazione, che chiudano automaticamente le porte in caso di allarme, liberando i corridoi senza compromettere la sicurezza. Fa sgomberare il deposito, separa il materiale combustibile dal quadro e introduce una lista di controllo settimanale. Il datore di lavoro aggiorna il registro dei controlli antincendio e la formazione degli addetti. I coordinatori di piano, come preposti, segnalano ogni porta bloccata.
Perché una misura che aumenta la praticità degli operatori può diventare la causa di una tragedia?