In una residenza sanitaria con settanta ospiti, un'infermiera si punge con un ago da insulina mentre ripone il materiale sul carrello della terapia. Il contenitore per i taglienti era pieno e l'ago era stato lasciato su un vassoio in attesa di essere eliminato. La struttura usa ancora siringhe senza dispositivo di sicurezza.
Il D.Lgs. 19/2014 ha introdotto nel D.Lgs. 81/08 il Titolo X bis, dedicato alla protezione dalle ferite da taglio e da punta nel settore ospedaliero e sanitario. Richiede di valutare il rischio, eliminare l'uso non necessario di oggetti taglienti, fornire dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione, vietare il reincappucciamento e posizionare contenitori per lo smaltimento il più vicino possibile al punto d'uso. Ogni incidente va segnalato e gestito con un protocollo che comprende la valutazione dell'esposizione e la profilassi.
L'RSPP, insieme al medico competente e alla direzione sanitaria, analizza l'evento e individua le cause: contenitori sottodimensionati, carrello senza alloggiamento, assenza di dispositivi di sicurezza. Il datore di lavoro approva l'acquisto di aghi e penne con protezione, contenitori fissati su ogni carrello e una procedura chiara per la sostituzione quando raggiungono il livello indicato. L'infermiera viene inviata subito al percorso di profilassi. La coordinatrice infermieristica verifica che la segnalazione venga fatta anche per le punture che sembrano banali.
Quali ostacoli impediscono, secondo voi, che le punture accidentali vengano sempre segnalate?