Una struttura residenziale per anziani con cinquanta dipendenti registra un turnover elevato tra gli operatori socio sanitari, frequenti assenze brevi e conflitti tra turni. Nelle uscite gli operatori parlano di carichi eccessivi, cambi turno comunicati all'ultimo momento e scarso riconoscimento. La direzione chiede all'RSPP di aggiornare la valutazione dello stress lavoro-correlato, ferma da anni.
L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 include espressamente lo stress lavoro-correlato tra i rischi da valutare, secondo i contenuti dell'accordo europeo in materia. Le indicazioni della Commissione consultiva permanente del 2010 prevedono una valutazione preliminare basata su indicatori oggettivi, come assenze, turnover, infortuni e segnalazioni, e su fattori di contenuto e di contesto del lavoro, con una valutazione approfondita quando emergono criticità. La metodologia INAIL offre strumenti strutturati per entrambe le fasi.
L'RSPP costituisce un gruppo di lavoro con direzione, coordinatrici, medico competente e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, raccoglie i dati degli ultimi anni e organizza focus group con gli operatori. Emergono criticità sulla pianificazione dei turni e sul supporto dopo i decessi degli ospiti. Il datore di lavoro introduce una programmazione dei turni con largo anticipo, momenti di confronto mensili e supervisione psicologica. I coordinatori, come preposti, ricevono formazione sulla comunicazione con i propri gruppi.
Quali indicatori oggettivi considerereste più affidabili per capire se le misure adottate stanno funzionando?