Sanità residenziale – Schede pratiche · 12/30

Bombole di ossigeno e concentratori nelle stanze degli ospiti

In una residenza protetta con cinquanta ospiti, una decina usa ossigenoterapia con bombole o concentratori. Le bombole di riserva sono tenute nei corridoi o nelle stanze, alcune non fissate, e un ospite fuma di nascosto in camera. Un operatore trova una bombola caduta a terra con il riduttore danneggiato.

L'ossigeno non brucia ma alimenta violentemente la combustione: in un ambiente arricchito materiali come lenzuola, capelli e indumenti si incendiano con facilità. La valutazione del rischio incendio, svolta secondo i DM del 2021, deve considerare la presenza di gas comburenti, i luoghi di deposito e i comportamenti degli ospiti. Le bombole sono recipienti in pressione e il loro stoccaggio richiede fissaggio, separazione da fonti di calore e da materiali combustibili, oltre a un'adeguata aerazione. Il personale deve essere informato e formato sull'uso dei riduttori e sulla gestione delle emergenze.

L'RSPP individua un locale aerato per le bombole di riserva, con rastrelliere e catene di fissaggio, e stabilisce che nelle stanze sia presente solo la bombola in uso, su carrello stabile. Con la direzione sanitaria rivede le regole sul fumo e coinvolge i familiari dell'ospite fumatore. Il datore di lavoro organizza un addestramento sull'uso corretto di riduttori e concentratori e sulla chiusura delle valvole in caso di incendio. I coordinatori verificano ogni giorno la posizione delle bombole.

Come conciliereste la libertà personale di un ospite fumatore con la sicurezza di chi lavora e vive nella struttura?