Un consorzio di servizi socio assistenziali con trenta operatrici gestisce l'assistenza domiciliare per anziani e disabili in un'area con piccoli comuni. Le operatrici usano l'auto propria per spostarsi tra cinque o sei domicili al giorno. In una casa trovano un cane aggressivo, in un'altra un bagno angusto e scivoloso dove devono fare l'igiene di un utente allettato senza ausili.
Il lavoro in luoghi non sotto il controllo del datore di lavoro non elimina gli obblighi del D.Lgs. 81/08: la valutazione dei rischi deve considerare la variabilità degli ambienti domestici, gli spostamenti su strada, la movimentazione degli utenti, le aggressioni da parte di familiari o animali e il lavoro isolato. Occorre un metodo per raccogliere informazioni sul domicilio prima del servizio e per aggiornarle. Anche il rischio stradale va considerato, perché una parte rilevante dell'orario si svolge alla guida.
L'RSPP predispone una scheda di sopralluogo domiciliare compilata alla presa in carico, che segnala barriere, animali, presenza di ausili e situazioni familiari a rischio. Se servono ausili, il consorzio attiva la richiesta al servizio sanitario o li fornisce in comodato. Viene introdotta un'applicazione per segnalare arrivo e uscita da ogni domicilio, con allarme in caso di mancato check. Il datore di lavoro forma le operatrici sulla gestione dei conflitti e sulla movimentazione in spazi ridotti. La coordinatrice può sospendere un servizio finché le condizioni non sono sicure.
Fino a che punto il datore di lavoro può chiedere modifiche all'ambiente domestico di un utente?