Sanità residenziale – Schede pratiche · 18/30

Rifiuti sanitari a rischio infettivo nel deposito temporaneo

Una residenza sanitaria con novanta ospiti produce rifiuti a rischio infettivo, tra cui pannoloni di ospiti in isolamento, medicazioni e taglienti. I contenitori vengono portati in un deposito esterno, ma spesso restano nei corridoi per ore e alcuni sono riempiti oltre il limite. Un addetto alle pulizie si ferisce comprimendo un sacco per chiudere il contenitore.

La gestione dei rifiuti sanitari è regolata dal DPR 254/2003, che definisce le categorie di rifiuti, i contenitori, i tempi massimi di deposito temporaneo e le modalità di trasporto. Sul versante della sicurezza dei lavoratori, il Titolo X e il Titolo X bis del D.Lgs. 81/08 richiedono di proteggere gli addetti dal rischio biologico e dalle ferite da taglienti. Comprimere il contenuto dei contenitori è una pratica vietata dalle procedure perché espone a punture e schizzi.

L'ASPP, insieme al referente per i rifiuti, mappa i punti di produzione e i percorsi, aumenta il numero dei contenitori nei reparti e introduce orari fissi di ritiro. Prepara una procedura illustrata che spiega come chiudere i contenitori senza comprimere e al raggiungimento della linea di riempimento. Il deposito viene dotato di chiusura, pavimento lavabile e cartellonistica. Il datore di lavoro fornisce guanti resistenti e carrelli chiusi per il trasporto. La governante dei piani verifica che nessun contenitore resti nei corridoi oltre gli orari stabiliti.

Quali segnali vi direbbero che il numero di contenitori disponibili nei reparti è insufficiente?