Sanità residenziale – Schede pratiche · 22/30

Neoassunti OSS stranieri e formazione per il rischio alto

Una struttura residenziale per disabili adulti assume in un mese otto operatori socio sanitari provenienti da paesi diversi, con qualifica riconosciuta ma con livelli di italiano molto eterogenei. Il primo turno è programmato per il giorno successivo all'assunzione e la direzione propone di rinviare la formazione specifica a quando ci sarà un gruppo più numeroso.

L'art. 37 del D.Lgs. 81/08 prevede che la formazione avvenga in occasione della costituzione del rapporto di lavoro, e l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ne definisce durata e contenuti in base alla classe di rischio dell'attività. L'assistenza sociale residenziale ricade nella classe di rischio alto, che comporta una formazione specifica più lunga di quella prevista per le attività a rischio basso o medio. Il comma 13 dell'art. 37 richiede che la formazione sia comprensibile e preceduta dalla verifica della conoscenza della lingua.

L'RSPP propone di non affidare ai neoassunti attività autonome prima di aver completato almeno la formazione generale e un modulo pratico sulla movimentazione e sul rischio biologico, con affiancamento a un tutor esperto nei primi turni. Organizza moduli brevi e ripetuti per gruppi piccoli, con materiali visivi e prove pratiche. Il datore di lavoro programma il completamento entro tempi certi e verifica l'apprendimento con un test pratico in reparto. I coordinatori assegnano a ciascun nuovo operatore un collega di riferimento.

Quali attività considerereste vietate a un neoassunto finché la formazione non è completa?