Chimico-petrolchimico – Schede pratiche · 4/50

Polveri di polietilene nel reparto insacco: rischio esplosione

In uno stabilimento petrolchimico che produce polietilene in granuli e polvere, il reparto insacco occupa dodici operatori su tre turni. Durante un sopralluogo l'ASPP nota strati di polvere fine accumulati su travi, canaline e motori, e un filtro a maniche che non viene pulito con regolarità.

Le polveri combustibili possono generare atmosfere esplosive e anche esplosioni secondarie, quando l'onda di una prima deflagrazione solleva i depositi. Il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 prevede per queste aree le zone 20, 21 e 22, e chiede misure tecniche e organizzative per evitare la formazione dell'atmosfera, eliminare le sorgenti di innesco e limitare gli effetti. Lo strato depositato va considerato una sorgente di emissione a tutti gli effetti, e la pulizia diventa quindi una misura di prevenzione, non solo di igiene.

L'RSPP propone di inserire nel documento contro le esplosioni un programma di pulizia con aspiratori certificati per atmosfere esplosive, vietando l'uso di aria compressa, e di verificare che il filtro abbia sistemi di sfogo o soppressione dell'esplosione e di isolamento verso le tubazioni collegate. Il datore di lavoro finanzia la modifica e ne affida la manutenzione con frequenze definite, mentre il medico competente valuta l'esposizione respiratoria degli addetti. Il capoturno annota sul registro di reparto lo stato di pulizia e segnala ogni perdita di tenuta delle tramogge.

Perché, secondo voi, un reparto apparentemente pulito a vista può comunque ospitare una zona 22?