In un impianto di aromatici di un polo petrolchimico, gli analisti di laboratorio e gli operatori prelevano più volte al giorno campioni di correnti che contengono benzene, usando punti di prelievo aperti installati molti anni fa. L'azienda ha circa duecento dipendenti e un medico competente che segue da tempo i reparti.
Il benzene è classificato cancerogeno e rientra nel Capo II del Titolo IX del D.Lgs. 81/08: il datore di lavoro deve prima valutare la sostituzione, che qui non è tecnicamente possibile, poi ridurre l'esposizione al minimo con sistemi chiusi, aspirazioni localizzate e procedure, secondo l'articolo 237. Chi risulta esposto va iscritto nel registro previsto dall'articolo 243 ed è sottoposto a sorveglianza sanitaria. Prelievi a cielo aperto e bottiglie riempite a mano sono una fonte di picchi di esposizione spesso sottovalutata.
L'RSPP propone l'installazione di campionatori a circuito chiuso, che riportano lo spurgo in processo, e un piano di misurazioni personali mirate alle operazioni di prelievo, comprese le brevi esposizioni durante lo spurgo. Il datore di lavoro approva l'investimento e aggiorna l'elenco degli esposti insieme al medico competente. Il preposto di laboratorio verifica che i campioni siano trasportati in contenitori chiusi e che le manipolazioni avvengano sotto cappa, segnalando i punti di prelievo ancora aperti.
Quali informazioni dovrebbe ricevere un lavoratore che viene iscritto nel registro degli esposti, e da chi?