Una ditta di carpenteria deve sostituire un tratto di tubazione dell'acqua antincendio a pochi metri dal bacino di contenimento di un serbatoio di benzina, in un deposito di carburanti con trenta dipendenti. Il lavoro richiede taglio con mola e saldatura ad arco, e il caposquadra della ditta vorrebbe iniziare subito perché il materiale è già sul posto.
Le attività che producono fiamme o scintille in un'area con possibili atmosfere esplosive richiedono un'autorizzazione scritta: il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 prevede, ove necessario, un sistema di autorizzazioni per i lavori pericolosi, e il committente deve gestire le interferenze secondo l'articolo 26. Il permesso a caldo non è un modulo burocratico, ma il momento in cui si misura l'assenza di vapori infiammabili, si protegge l'area e si stabiliscono durata e condizioni di validità.
L'ASPP del deposito verifica con l'esplosimetro l'area e i tombini vicini, fa coprire con teli ignifughi gli scarichi, predispone estintori e una manichetta pronta, e prevede un addetto alla sorveglianza del fuoco durante il lavoro e per un periodo successivo. Il responsabile di area firma il permesso solo dopo il sopralluogo congiunto. Il preposto della ditta conferma che i lavoratori hanno capito le condizioni e interrompe il taglio se l'esplosimetro segnala presenza di gas.
Che cosa dovrebbe succedere al permesso se, durante la pausa pranzo, si avviasse una movimentazione di prodotto nel serbatoio vicino?