Una piccola azienda di chimica fine con cinquanta addetti vuole trasferire dal pilota alla produzione una reazione di nitrazione, passando da reattori da cento litri a un reattore da cinquemila. Il reparto ricerca ha ottenuto buone rese, ma i dati calorimetrici sono stati raccolti solo in condizioni normali.
Le reazioni fortemente esotermiche possono andare in fuga se si perde il raffreddamento, si sbaglia il dosaggio o si interrompe l'agitazione: la temperatura sale, la velocità di reazione aumenta e può seguire la rottura del reattore. Il DVR previsto dagli articoli 17 e 28 del D.Lgs. 81/08 deve comprendere questi scenari, e il Titolo IX richiede di valutare i rischi per la sicurezza legati alle proprietà chimico-fisiche delle sostanze. Una metodologia strutturata come l'HAZOP, descritta dalla norma IEC 61882, aiuta a esaminare in modo sistematico le deviazioni dai parametri di progetto.
L'RSPP partecipa al gruppo di lavoro con chimici di processo, ingegneri e operatori esperti, chiedendo prove di calorimetria adiabatica per conoscere l'aumento di temperatura nel caso peggiore. Dall'analisi emergono interblocchi sul dosaggio, un sistema di raffreddamento di emergenza e un dispositivo di sfogo dimensionato. Il datore di lavoro rinvia l'avvio finché le azioni non sono chiuse. Il preposto di reparto viene formato sui segnali di allarme e sulle azioni immediate da compiere.
Chi dovrebbe sedere attorno al tavolo dell'HAZOP perché l'analisi non resti un esercizio teorico?