Un distributore di prodotti per l'agricoltura con venticinque dipendenti amplia il magazzino e aumenta le scorte di fitofarmaci classificati tossici per l'ambiente acquatico. Durante un audit il consulente ambientale osserva che le quantità massime detenibili potrebbero superare le soglie di assoggettabilità alla normativa sui pericoli di incidente rilevante.
Il D.Lgs. 105/2015, che recepisce la direttiva Seveso III, prevede per gli stabilimenti di soglia inferiore la notifica alle autorità competenti, l'adozione di una politica di prevenzione degli incidenti rilevanti e un sistema di gestione della sicurezza proporzionato. Il calcolo va fatto sulle quantità massime che possono essere presenti, non sulla giacenza media, applicando anche la regola della sommatoria per sostanze con pericoli simili. Ignorare l'assoggettabilità espone il gestore a sanzioni e, soprattutto, lascia senza pianificazione scenari come un incendio con dispersione di fumi tossici.
L'RSPP collabora con il consulente per inventariare le sostanze per categoria di pericolo, verificare le soglie e preparare la documentazione. Il datore di lavoro, in qualità di gestore, decide se rientrare sotto soglia riducendo le scorte o assumere gli obblighi previsti, e in questo caso integra il DVR con gli scenari incidentali. I preposti di magazzino vengono formati su segregazione, contenimento delle acque di spegnimento e comunicazione con i soccorritori.
Quali vantaggi e svantaggi vedete nella scelta di restare sotto soglia riducendo le quantità stoccate?