Chimico-petrolchimico – Schede pratiche · 14/50

Audit del sistema di gestione Seveso: dalle carte al campo

Uno stabilimento petrolchimico di soglia superiore, con oltre seicento dipendenti diretti, riceve l'avviso di un'ispezione programmata sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti. La documentazione è corposa e ordinata, ma nell'ultimo anno diversi controlli previsti sulle valvole di sicurezza sono stati rinviati.

Il D.Lgs. 105/2015 richiede ai gestori di soglia superiore il rapporto di sicurezza, il piano di emergenza interno e un sistema di gestione che copra organizzazione e personale, identificazione dei pericoli, controllo operativo, gestione delle modifiche, emergenze, monitoraggio delle prestazioni e riesame. Gli ispettori confrontano ciò che è scritto con ciò che accade realmente, e un programma di manutenzione non rispettato pesa più di qualunque procedura ben redatta. Il sistema si integra con gli obblighi del D.Lgs. 81/08, in particolare con la valutazione dei rischi e la formazione.

L'RSPP organizza un audit interno preventivo, scegliendo a campione alcuni elementi critici e verificandone l'attuazione sul campo: registri delle prove, permessi chiusi, addestramenti svolti. Il datore di lavoro, come gestore, riesamina gli indicatori e stanzia risorse per recuperare i controlli arretrati, fissando priorità sulle apparecchiature più critiche. I capi reparto preparano le evidenze e i preposti spiegano agli operatori come rispondere con sincerità alle domande degli ispettori.

Quale differenza c'è, a vostro giudizio, tra un sistema di gestione certificabile e uno realmente efficace?