Uno stabilimento petrolchimico di soglia superiore, con oltre seicento dipendenti diretti, riceve l'avviso di un'ispezione programmata sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti. La documentazione è corposa e ordinata, ma nell'ultimo anno diversi controlli previsti sulle valvole di sicurezza sono stati rinviati.
Il D.Lgs. 105/2015 richiede ai gestori di soglia superiore il rapporto di sicurezza, il piano di emergenza interno e un sistema di gestione che copra organizzazione e personale, identificazione dei pericoli, controllo operativo, gestione delle modifiche, emergenze, monitoraggio delle prestazioni e riesame. Gli ispettori confrontano ciò che è scritto con ciò che accade realmente, e un programma di manutenzione non rispettato pesa più di qualunque procedura ben redatta. Il sistema si integra con gli obblighi del D.Lgs. 81/08, in particolare con la valutazione dei rischi e la formazione.
L'RSPP organizza un audit interno preventivo, scegliendo a campione alcuni elementi critici e verificandone l'attuazione sul campo: registri delle prove, permessi chiusi, addestramenti svolti. Il datore di lavoro, come gestore, riesamina gli indicatori e stanzia risorse per recuperare i controlli arretrati, fissando priorità sulle apparecchiature più critiche. I capi reparto preparano le evidenze e i preposti spiegano agli operatori come rispondere con sincerità alle domande degli ispettori.
Quale differenza c'è, a vostro giudizio, tra un sistema di gestione certificabile e uno realmente efficace?