In uno stabilimento che produce fertilizzanti azotati, con centottanta addetti e diverse imprese esterne presenti ogni giorno, la direzione decide di simulare la rottura di una manichetta durante lo scarico di ammoniaca da un'autocisterna. Il piano di emergenza interno esiste da anni, ma l'ultima esercitazione completa risale a molto tempo prima.
Gli articoli 43 e 46 del D.Lgs. 81/08 e il D.M. 2 settembre 2021 sulla gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza chiedono di organizzare l'emergenza e di verificarla con esercitazioni periodiche. Per gli stabilimenti di soglia superiore, il D.Lgs. 105/2015 prevede inoltre che il piano interno venga riesaminato, sperimentato e aggiornato. Un rilascio tossico richiede scelte diverse rispetto a un incendio: talvolta conviene restare al chiuso in locali sigillati piuttosto che evacuare all'aperto.
L'RSPP prepara lo scenario con il coordinatore dell'emergenza, decide dove posizionare gli osservatori e coinvolge anche le ditte appaltatrici e i trasportatori. Il datore di lavoro informa preventivamente le autorità e i vigili del fuoco. Durante la prova i preposti verificano l'appello nei punti di raccolta e il riparo al chiuso; al termine, un debriefing raccoglie i tempi reali, le comunicazioni mancate e i comportamenti errati, trasformandoli in azioni con responsabile e scadenza.
Come gestireste, durante l'esercitazione, l'autista dell'autocisterna che non parla italiano e non conosce lo stabilimento?