Un'impresa che formula prodotti per la pulizia professionale, con trentacinque dipendenti, acquista un tensioattivo in grandi quantità e riceve una scheda di sicurezza con numerosi allegati sugli scenari di esposizione. Nessuno in azienda sa come utilizzarli e il documento viene considerato solo un adempimento del fornitore.
Per le sostanze registrate in quantità rilevanti il Regolamento REACH prevede la valutazione della sicurezza chimica e la comunicazione lungo la catena di approvvigionamento degli scenari di esposizione, che descrivono usi, condizioni operative e misure di gestione dei rischi. L'utilizzatore a valle deve verificare che il proprio impiego sia coperto e che le condizioni applicate in reparto corrispondano a quelle indicate; in caso contrario deve informare il fornitore oppure predisporre una propria valutazione. Questi dati sono preziosi anche per il DVR previsto dal Titolo IX del D.Lgs. 81/08.
L'RSPP individua con il responsabile di produzione gli usi reali, come il dosaggio in miscelatore chiuso e il campionamento manuale, e li confronta con i descrittori d'uso e le condizioni dello scenario: durata, temperatura, ventilazione, DPI. Dove manca l'aspirazione prevista, il datore di lavoro decide l'adeguamento. I preposti traducono le misure in istruzioni chiare di postazione e controllano che vengano applicate.
Che cosa fareste se lo scenario del fornitore prevedesse una durata d'uso massima molto inferiore a quella reale del vostro reparto?