Un'azienda di distribuzione di prodotti chimici per laboratori, con quaranta addetti e un magazzino di tremila metri quadrati, ha sistemato le merci per codice articolo e frequenza di prelievo. Durante un controllo si nota che fusti di perossido di idrogeno concentrato si trovano nella stessa scaffalatura di solventi infiammabili e accanto a sacchi di ipoclorito.
Sostanze incompatibili, se a contatto per rottura di imballi o in caso di incendio, possono reagire violentemente, liberare gas tossici o alimentare la combustione. Le schede di sicurezza indicano nella sezione dedicata a manipolazione e immagazzinamento le condizioni e le incompatibilità, e il datore di lavoro deve tenerne conto nella valutazione prevista dal Titolo IX del D.Lgs. 81/08 e in quella del rischio incendio. Il criterio logistico della rotazione non può prevalere su quello della compatibilità chimica.
L'RSPP prepara con il responsabile di magazzino una matrice di compatibilità per classi di pericolo, ridisegna le aree con separazioni fisiche, bacini di contenimento distinti per acidi e basi, e una zona specifica per gli ossidanti lontana dai combustibili. Il datore di lavoro approva le modifiche del layout e del software gestionale, perché assegni le ubicazioni rispettando le regole. I preposti verificano a ogni ricevimento che i colli vengano collocati nell'area corretta e che gli imballi danneggiati finiscano in una zona di quarantena.
Come gestireste un prodotto che presenta contemporaneamente pericoli di infiammabilità e di corrosività?