In un'azienda di inchiostri da stampa con quarantacinque addetti, l'acetone viene travasato da una cisterna fissa in fusti metallici attraverso una manichetta di gomma. Un operatore nota una piccola scintilla tra il bocchettone e il fusto: per fortuna non accade nulla, ma l'episodio viene raccontato solo durante la pausa caffè.
Il flusso di liquidi, il loro sbattimento e il movimento delle persone generano cariche elettrostatiche che, scaricandosi, possono innescare vapori infiammabili. Il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 chiede di considerare tutte le possibili sorgenti di accensione, comprese le scariche elettrostatiche, e le misure sono descritte nelle norme tecniche dedicate all'elettricità statica in atmosfere esplosive. Manichette non conduttive, fusti appoggiati su pedane isolanti e riempimenti dall'alto con caduta libera aumentano molto il rischio.
L'RSPP propone pinze di messa a terra con controllo della continuità e consenso alla pompa, collegamenti equipotenziali tra cisterna, manichetta e fusto, tubi di pescaggio che arrivino sul fondo e velocità di riempimento iniziale ridotta. Il datore di lavoro fornisce calzature antistatiche e pavimento dissipativo nell'area di travaso. Il preposto controlla che la pinza sia collegata prima di ogni operazione e registra l'episodio della scintilla come mancato incidente da analizzare.
Perché un mancato incidente raccontato a voce ma non registrato rappresenta un'occasione persa per tutta l'azienda?