Chimico-petrolchimico – Schede pratiche · 25/50

Modello a indici che dà rischio irrilevante: quando non basta

Il consulente di una piccola azienda di cosmetici con venti dipendenti ha valutato il rischio chimico con un modello a indici, ottenendo per tutti i reparti un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute. Tra le materie prime, però, ci sono conservanti sensibilizzanti e una polvere di talco che viene versata a mano nei miscelatori.

L'articolo 223 del D.Lgs. 81/08 elenca gli elementi della valutazione, tra cui proprietà pericolose, livello, tipo e durata dell'esposizione, quantità, valori limite e conclusioni della sorveglianza sanitaria. L'articolo 224 consente di non applicare alcune misure specifiche se il rischio risulta basso per la sicurezza e irrilevante per la salute. I modelli a indici sono utili come primo screening, ma vanno usati con cautela, verificando che i dati di ingresso riflettano le condizioni reali e non sottostimino le operazioni più polverose o i sensibilizzanti.

L'RSPP riesamina la valutazione osservando le operazioni sul campo, cronometrando le fasi di carico e confrontando i risultati con misurazioni mirate. Il medico competente segnala alcuni casi di dermatite tra gli addetti al confezionamento, elemento che rimette in discussione la conclusione di irrilevanza. Il datore di lavoro decide di installare un'aspirazione localizzata sulla bocca di carico e di introdurre la sorveglianza sanitaria per gli esposti. I preposti verificano l'uso costante dei guanti forniti.

Quali segnali, emersi dal reparto o dai controlli sanitari, dovrebbero spingere a rimettere in discussione un risultato di irrilevanza?