Un'impresa che produce manufatti in resina poliestere con sessantacinque dipendenti ha eseguito anni fa una sola campagna di misure dello stirene, in una giornata invernale con le porte del capannone aperte e metà della produzione ferma. I risultati, molto bassi, vengono ancora citati come prova di un'esposizione trascurabile.
Quando la valutazione richiede misurazioni, l'articolo 225 del D.Lgs. 81/08 prevede che siano effettuate con metodiche standardizzate, e la norma UNI EN 689 descrive una strategia per verificare la conformità ai valori limite: definire gruppi di esposizione simile, eseguire campionamenti personali rappresentativi e applicare test statistici sui risultati. Una misura isolata, in condizioni anomale, non dimostra nulla, e il confronto va fatto con il valore limite pertinente, considerando anche le esposizioni di breve durata.
L'RSPP individua con i capi reparto i gruppi omogenei, come laminatori, addetti al taglio e manutentori, e incarica un laboratorio qualificato di eseguire campionamenti nei giorni di massima produzione. Il datore di lavoro programma misure periodiche in funzione dei risultati, come suggerito dalla norma. Il medico competente confronta i dati con il monitoraggio biologico. I preposti avvisano il tecnico di qualsiasi lavorazione anomala nei giorni del campionamento, perché ne tenga conto nel rapporto.
Se in una postazione i risultati fossero molto variabili da un giorno all'altro, quali ipotesi verifichereste per prime?