In un laboratorio di sintesi di un'azienda farmaceutica di medie dimensioni, i tecnici usano per comodità guanti monouso in lattice per tutte le operazioni, comprese le estrazioni con diclorometano e la manipolazione di dimetilformammide. Alcuni lamentano bruciore alle dita dopo pochi minuti di lavoro, ma attribuiscono il fastidio a un'allergia.
La scelta dei DPI rientra negli articoli da 74 a 79 del D.Lgs. 81/08, e per i guanti contro i prodotti chimici la serie UNI EN ISO 374 definisce le prove di penetrazione, degradazione e permeazione. Nessun materiale protegge da tutte le sostanze: alcuni solventi clorurati attraversano in tempi brevissimi i guanti più comuni, e il guanto contaminato può persino trattenere la sostanza contro la pelle, peggiorando l'esposizione. Le informazioni pertinenti si trovano nella sezione sui controlli dell'esposizione della scheda di sicurezza e nei dati del fabbricante.
L'RSPP prepara una tabella che, per ogni sostanza o miscela usata in laboratorio, indica il materiale idoneo e il tempo massimo di utilizzo, distinguendo tra contatto accidentale e immersione prolungata. Il datore di lavoro rende disponibili diverse tipologie e taglie di guanti. Il responsabile del laboratorio, in veste di preposto, verifica la scelta corretta e la sostituzione immediata del guanto dopo uno schizzo. Il medico competente valuta i disturbi riferiti.
Come convincereste un tecnico esperto a rinunciare al guanto sottile che preferisce per la sensibilità delle dita?