Durante la costruzione di una nuova linea in un polo petrolchimico, un'impresa di controlli non distruttivi esegue radiografie delle saldature con sorgenti di raggi gamma, spesso nelle ore notturne per ridurre le interferenze. Una sera due coibentatori attraversano la zona delimitata perché il nastro di segregazione era stato spostato dal vento.
L'esposizione a radiazioni ionizzanti è regolata dal D.Lgs. 101/2020, normativa specifica che si affianca al D.Lgs. 81/08 e prevede la sorveglianza fisica affidata all'esperto di radioprotezione, la classificazione dei lavoratori e la delimitazione delle zone. Le attività in un sito altrui richiedono una stretta collaborazione tra l'impresa che detiene la sorgente e il committente, che deve informare sui rischi del luogo e coordinare gli accessi, nel rispetto dell'articolo 26 o del Titolo IV se si tratta di cantiere.
L'RSPP del committente pianifica con l'impresa e l'esperto di radioprotezione orari, aree e modalità di avviso, prevedendo segnalazioni luminose e acustiche, barriere fisiche anziché semplici nastri e sorveglianti ai varchi. Il datore di lavoro dell'impresa garantisce operatori qualificati, dosimetri e procedure di recupero della sorgente in caso di blocco. I preposti delle altre imprese informano le squadre su orari e percorsi alternativi, e il capoturno di impianto conferma l'assenza di personale prima di autorizzare l'esposizione.
Come verifichereste, dopo l'episodio, se i due coibentatori hanno ricevuto una dose rilevante?